visitatori
   
 
contatti
domande frequenti
emergenze
pubblicazioni
manifestazioni
 
   
 
catasto consorziale
consultazione cartella
rilascio autorizzazioni concessioni e pareri
links
 
compiti istituzionali, attività svolta
progettazione ed esecuzione delle opere
salvaguardia della laguna di Venezia
progetti in fase di sviluppo
cenni storici
bandi di gare d'appalto
esiti di gare d'appalto
delibere
atti del bilancio consorziale
statuto
leggi
 

SUBSIDENZA AREE CONSORZIALI
Subsidenza nel bacino Punta Gorzone (Chioggia - VE)Il Consorzio di bonifica Adige-Bacchiglione ha la gestione e la manutenzione dei canali e delle opere idrauliche demaniali d'un territorio di 49.000 ha, posto tra i colli Euganei e la confluenza dei fiumi Bacchiglione e Gorzone.

L'allontanamento delle acque dal territorio, posto per metà sotto il livello del mare, è assicurato dal funzionamento di 37 impianti idrovori che sollevano, ogni anno, circa 150-200 milioni di metri cubi d'acqua provenienti dalla fitta rete drenante privata che confluisce nei circa 650 km di canali consorziali.

Le acque di drenaggio del 95% del territorio consorziale defluiscono in laguna di Venezia in località Cà Bianca di Chioggia - Trezze.

Inoltre il Consorzio provvede all'esecuzione di nuove opere, ovvero alla manutenzione straordinaria delle esistenti su concessione regionale, per garantire un sufficiente grado di sicurezza al territorio la cui modificazione antropica (impermeabilizzazione dei suoli) determina un crescente incremento degli afflussi idrici superficiali ed una riduzione dei tempi di corrivazione.

Mappa subsidenza comprensorio consorzialeOltre a questa, un'altra causa di disordine idraulico è la progressiva subsidenza dei suoli che determina:

  • l'incremento dei dislivelli da superare con il pompaggio per l'espulsione delle acque;
  • 'inefficienza della rete scolante per annullamento o inversione della pendenza dei canali.

Il fenomeno è stato da noi, dapprima, monitorato osservando le variazioni introdotte, nel tempo, alle quote di pompaggio delle idrovore che sono state abbassate progressivamente di circa 1-2 cm/anno negliultimi 70 anni.

In vari casi si è dovuto abbandonare i primi impianti idrovori, subsidenza nel bacino Zennare (Cona - VE)costruiti nell'800 o nei primi del '900, per costruirne a fianco altri, più bassi, perché i primi non erano più in grado di aspirare le acque in arrivo:

  1. S. Silvestro di Civè di Correzzola - 2.5 metri
  2. Casetta di Ca' Bianca di Chioggia - 1.5 metri
  3. Punta Gorzone di Cavarzere - 2 metri
  4. Foresto Centrale-Gesia di Cavarzere - 1.5 metri
  5. Foresto Superiore di Cavarzere - 2 metri

In questi luoghi, il fenomeno della subsidenza è dovuto alla compattazione degli strati alluvionali, ma in maggior causaalla mineralizzazione delle torbe delle antiche paludi esistenti fino a cent'anni fa. Lo studio in atto con il progetto ISES permetterà di monitorare il fenomeno allo scopo di valutare le soluzioni idrauliche necessarie a mitigare gli effetti negativi sulla agricoltura nonché sull'uso del suolo in genere.

Parallelamente al progetto ISES è in atto anche il progetto VOSS-Corila, uno complesso studio e monitoraggio per approfondimento delle conoscenze del processo di ossidazione della materia organica presente nei terreni torbosi, il quale comporta la perdita di massa che a sua volta si traduce in perdita altimetrica. Questo studio che è condotto dal Dipartimento di Metodi e Modelli Matematici dell'Università di Padova permetterà di simulare e prevedere tramite un modello matematico le dinamiche dei fluidi, la diffusione di CO2 nell'atmosfera ed infine l'abbassamento del suolo.

Si desidera segnalare che la subsidenza, oltre ad incrementare il rischio idraulico, favorisce anche il fenomeno dell'intrusione salina, cioè l'infiltrazione delle acque salate marine e lagunari negli acquiferi. Infatti il processo naturale che è presente nella gran parte delle coste qui è aggravato sia dalla crescente differenza di quota tra il piano campagna ed il mare sia dalla dispersione dai fiumi pensili delle acque di marea. Inoltre le numerose strutture sepolte subsuperficiali quali i paleoalvei sabbiosi degli antichi rami del Po, dell'Adige, della Brenta e del Bacchiglione possono veicolare verso l'entroterra le acque salate provenienti dalla laguna di Venezia e favorirne la dispersione nelle falde acquifere.

subsidenza nel bacino Zennare (Cona - VE)Il sofisticato monitoraggio svolto dai tecnici dell'Università di Padova e del C.N.R. di Venezia , che hanno lavorato ai due progetti in corso, a nostro avviso ha già indicato che una soluzione efficace per mitigare l'intrusione salina, favorita dalla subsidenza dei suoli, è la realizzazione d'una più ampia e diffusa rete di canalizzazioni in cui immettere acque dolci che per filtrazione alimenteranno la falda freatica.

Altro utile intervento potrebbe essere l'esecuzione di uno sbarramento alle foci del fiume Brenta, dopo l'immissione dei fiumi Bacchiglione e Gorzone che sbarrerebbe la risalita del cuneo salina dal mare, mantenendo costantemente nel reticolo di fiumi pensili acque dolci.

Comunque il Consorzio ha già realizzato in alcune zone questi interventi, aumentando l'acqua dolce invasata nella rete, dilavando con frequenza le acque nei canali, favorendo la presenza di acque dolci in prossimità delle aziende agricole, monitorando giornalmente la salinità.

Desideriamo ringraziare gli Enti ed i tecnici che hanno collaborato alle ricerche multidisciplinari e quanti stanno ancora monitorando, con eccezionale competenza, i complessi ed preoccupanti fenomeni in atto in questo territorio.

Ing. Giuseppe Gasparetto Stori

 

 

 
sede viale dell'Industria n° 3 35026 Conselve (PD)
tel. 049/9597424 fax 049/9597480 e-mail protocollo@adigebacchiglione.it