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BACINI DI FITODEPURAZIONE - DESCRIZIONE DELLE OPERE

Area umida di Ca' di Mezzo prima dell'intervento (giugno 1999) Area umida di Ca' di Mezzo dopo l'intervento (settembre 2000)

L’area di fitodepurazione di a Ca’ di Mezzo è situata nel Comune di Codevigo (PD) al confine con il Comune di Chioggia (VE).
Essa è stata realizzata con i fondi assegnati dalla Regione del Veneto al Consorzio di Bonifica Adige-Bacchiglione per il risanamento della Laguna di Venezia.come raggiungere Ca' di Mezzo
L’area di fitodepurazione è un ecosistema palustre completamente ricostruito su terreni precedente- mente utilizzati per fini agricoli. L’area si estende per circa 30 ettari tra il Fiume Bacchiglione e il Canal Morto, immediatamente a valle del Ponte di Ca’ di Mezzo. I terreni utilizzati per la ricostruzione dell’area umida erano dotati di un sistema di drenaggio insufficiente e pertanto venivano frequentemente allagati e ciò rendeva difficili ed improduttive le pratiche agricole.
La foto aerea del Giugno 1999 (a sinistra) mostra l’area dell’intervento prima dell’inizio delle opere; si possono notare, in primo piano, alcuni appezzamenti non coltivati e l’alveo relitto del Fiume Bacchiglione il cui corso, in origine, divagava per l’antica palude fino al mare seguendo il tracciato dei paleoalvei ancora oggi riconoscibili.

Caratteristiche dell'area umida di Ca' di Mezzo

SUPERFICIE TOTALE (ha)

29

NUMERO DEI BACINI

3

SUPERFICIE DEGLI SPECCHI D’ACQUA PERMANENTI (ha)

8

SUPERFICIE GOLENALE (ha)

10

SUPERFICIE DELLE TERRE EMERSE (ha)

11

PROFONDITA’ MEDIA (m)

0.8

VOLUME MEDIO DELLE ACQUE INVASATE (m3)

90000

LIVELLO MASSIMO RAGGIUNGIBILE DALL’ACQUA (m)

1.8

VOLUME MASSIMO INVASABILE (m3)

300000

PORTATA MEDIA IN INGRESSO (m3/s)

0.4

PORTATA MASSIMA DERIVABILE DAL CANALE ALTIPIANO (m3/s)

6

TEMPO DI RITENZIONE MEDIO (giorni)

2.6

AZOTO TOTALE IN ENTRATA (MIN, MED, MAX) mg/l

0.6, 3.1, 8.3

FOSFORO TOTALE IN ENTRATA (MIN, MED, MAX) mg/l

0.03, 0.14, 0.59

SOLIDI SOSPESI IN ENTRATA (MIN, MED, MAX) mg/l

5, 33, 113

Per la realizzazione dell’area sono stati costruiti:
- una paratoia di sostegno all’altezza del Ponte di Ca’ di Mezzo per innalzare i livelli nel Canale Altipiano e poter deviare le acque nell’area umida;
- una paratoia di regolazione all’entrata dell’area umida per poter regolare le portate immesse;
- tre chiaviche interne di interconnessione per poter gestire separatamente i livelli e i tempi di residenza nei tre bacini che costituiscono l’area umida;
- un manufatto di restituzione delle acque trattate.
Area umida di Ca' di Mezzo (Codevigo - PD)Sono stati inoltre movimentati 125000m3 di terreno per la realizzazione delle arginature, delle isole, dei canali e dei "chiari" che costituiscono l’area umida.
I manufatti principali sono dotati di strumenti di telecontrollo dei parametri idraulici e di organi di telemanovra che consentiranno la gestione idraulica anche da postazioni remote. Presso l’area è attiva una stazione meteorologica della rete di misura dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Veneto (ARPAV) che consente di conoscere le condizioni meteorologiche locali.
Nell’area è stato costruito un edificio ospitante un piccolo laboratorio per la preparazione dei campioni d’acqua, sedimenti e piante da analizzare ed una sala per ricevere i visitatori.
Inoltre, sono state realizzate due torrette per l’osservazione naturalistica e percorsi pedonali su argini e su ponti.
Per permettere la rapida crescita del canneto sono state trapiantate nelle golene circa 100.000 piante di Phragmites. Altre essenze arboree sono state messe a dimora per costituire barriere frangivento e per facilitare la fruizione dell’area a fini ricreativi.
Area umida di Ca' di Mezzo (Codevigo - PD)L’area umida di Ca’ di Mezzo è stata realizzata per ridurre il carico di nutrienti versato nella Laguna di Venezia dai 9700 ettari che costi-tuiscono i sottobacini del Comprensorio di Bonifica Adige-Bacchiglione afferenti al Canale Altipiano. Il Piano Direttore Regionale degli Interventi per la Salvaguardia della Laguna ha infatti stabilito che le opere di depurazione del carico puntiforme di origine civile e industriale e le azioni di prevenzione riguardanti le sorgenti diffuse non sono, e non saranno, sufficienti a garantire il carico inquinante massimo ammissibile fissato per Legge. Per questo motivo, nel Comprensorio di Bonifica Adige-Bacchiglione sono state realizzate opere per l’incremento della capacità di autodepurazione della rete di bonifica. Ove è stato possibile si sono ricalibrati i canali e realizzate ampie golene (Canale dei Cuori). Dove non è stato possibile, come nel caso del Canale Altipiano, si è ricostruita in parte l’area umida naturale che era stata bonificata e che un tempo agiva da filtro all’interfaccia tra l’ambiente terrestre e quello marino.
L’area umida di Ca’ di Mezzo ha lo scopo di intercettare completamente i carichi veicolati in regime di magra dal Canale Altipiano e circa la metà di quelli trasportati durante le piene.
Area umida di Ca' di Mezzo (Codevigo - PD)Per poter valutare l’efficacia dell’opera è stato messo in atto, fin dall’approvazione del programma degli interventi, un monitoraggio della quantità e della qualità delle acque versate dal Comprensorio di Bonifica ed in particolare dal Canale Altipiano all’altezza del Ponte di Ca’ di Mezzo. Una parte di questi dati è stata utilizzata per il dimensionamento dell’area umida e oggi, questi dati consentono di mettere a punto il programma di gestione dei volumi invasati, dei livelli, delle portate e dei tempi di residenza.
Per poter valutare l’efficacia dell’opera, nella fase di esercizio dell’area umida, il monitoraggio delle acque riguarderà sia quelle entranti sia quelle uscenti. E’ stato inoltre disposto un piano di monitoraggio dell’intero ecosistema in modo da poter seguire le trasformazioni dell’area umida e valutare il grado di naturalità che essa raggiungerà.
Una volta a regime l’area umida di Ca’ di Mezzo sarà in grado di abbattere circa il 50% dei solidi sospesi, dell’azoto e del fosforo in ingresso sottraendo così alla Laguna circa 50 tonnellate/anno di azoto e 5 di fosforo.
Il phragmiteto piantato nell’area umida, dovrebbe raggiungere nei prossimi tre anni, una densità di circa 100 piante per m2, pari a quella riscontrabile nei canneti naturali della zona.
La Phragmites, comunemente chiamata canna di palude, costituisce un vero e proprio microlaboratorio chimico e biologico, capace di trasformare l’azoto ammoniacale e quello nitrico presenti nelle acque superficiali e di rilasciarlo nell’atmosfera in forma gassosa e non dannosa per l’ambiente.
Area umida di Ca' di Mezzo (Codevigo - PD)Le canne sono fondamentali in questo processo poichè esse hanno la capacità di catturare l’ossigeno dell’atmosfera e di trasferirlo, attraverso la loro struttura, fino alle radici.
Attorno all’apparato radicale si crea una microzona aerobica (ossigenata) circondata da sedimento anaerobico. La contiguità di questi due microambienti è la condizione necessaria per la rimozione dell’azoto dalla colonna d’acqua. L’azoto organico viene degradato, per via batterica, ad azoto ammoniacale nel sedimento. Altri batteri presenti nella microzona aerobica attorno alle radici delle canne di palude, trasformano l’azoto ammoniacale in nitrato. Quest’ultimo, a contatto con l’ambiente anaerobico del sedimento, viene trasformato in azoto gassoso. Quest’ultimo pro-cesso prende il nome di denitrificazione e permet-te il trasferimento dell’azoto dalla colonna d’acqua all’atmosfera in una forma chimica non più inquinante.
Altri inquinanti, come il fosforo ed i metalli pesanti, vengono trasportati adsorbiti sulla frazione solida. All’interno dell’area umida, essi sedimentano grazie alle ridotte velocità dell’acqua e alla tortuosità del percorso che le particelle solide compiono attraversando il canneto. Le sostanze che raggiungono il fondo, entrano così a far parte dei cicli biogeochimici come componenti della biomassa dei vari organismi che popolano un’area umida.
Inoltre, nel tempo, il suolo di un’area umida si arricchisce di una frazione organica a lenta degradazione che contribuisce ad adsorbire e quindi a bloccare all’interno dell’area le sostanze che si depositano.
L’area umida di Ca’ di Mezzo è stata ricostruita non solo per migliorare la qualità delle acque superficiali ma anche per ricreare un ambiente naturale che costituirà l’habitat ideale per molte forme di animali. In questo modo quindi si contribuisce ad aumentare la diversità biologica dell’ambiente rurale ed a ricostruire luoghi di ricreazione e di educazione ambientale. Il Consorzio di Bonifica Adige-Bacchiglione ha intrapreso questa nuova fase della Bonifica conscio di poter svolgere un ruolo importante per il riequilibro idraulico e ambientale del proprio comprensorio e di poter così valorizzare econo-micamente le aree agricole degradate.

Hanno contribuito alla ricostruzione dell’area umida di Ca’ di Mezzo:
CONSORZIO DI BONIFICA ADIGE BACCHIGLIONE di PADOVA Progettazione dell’area umida
Ing. Giuseppe Gasparetto Stori
Prof. Vincenzo Bixio
Prof. Giuseppe Bendoricchio
VITALIANI & RANDICH s.p.a.
Esecuzione delle opere civili
BENETAZZO SPAZIOVERDE Piantumazione del canneto
L.I.P.U. Assistenza naturalistica
SERVIZIO FORESTALE di Padova Piantumazione essenze arboree
A.R.P.A.V. Gestione della stazione meteorologica
L.A.S.A. - D.P.C.I. Università di Padova Monitoraggio delle acque e dell’ambiente


L'area umida di Monselice (PD) è stata costruita con l'obiettivo principale di abbattere la quantità di nutrienti (azoto e fosforo) presenti nelle acque di scarico del depuratore comunale che, attraverso i canali di bonifica, arrivano nella laguna di Venezia provocandone il degrado. Le altre funzioni del bacino, non meno importanti, sono:

  • ricostruire l'ecosistema naturale;
  • laminare le piene e ridurre di conseguenza il rischio di allagamenti;
  • ricaricare le falde sotterranee;
  • garantire una riserva d'acqua per uso irriguo;
  • utilizzare l'area a scopi didattici e ricreativi.

Nella tabella seguente vengono riassunte le principali caratteristiche del bacino.

SUPERFICIE TOTALE (ha)

6

NUMERO DEI BACINI

2

SUPERFICIE DEGLI SPECCHI D’ACQUA PERMANENTI (ha)

2

SUPERFICIE GOLENALE (ha)

2

SUPERFICIE DELLE TERRE EMERSE (ha)

2

PROFONDITA’ MEDIA (m)

0.8

VOLUME MEDIO DELLE ACQUE INVASATE (m3)

28.000

LIVELLO MASSIMO RAGGIUNGIBILE DALL’ACQUA (m)

1.9

VOLUME MASSIMO INVASABILE (m3)

80.000

PORTATA MEDIA IN INGRESSO (m3/s)

0.06

PORTATA MASSIMA IN INGRESSO (m3/s)

0.15

TEMPO DI RITENZIONE MEDIO (giorni)

5.4

 

 

 
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